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Tambralinga
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Il Regno di mwbqTambralinga fu uno Stato esistito tra la metà del mwbgI millennio e la prima metà del mwbwII, situato nella parte centrale della mwcapenisola malese, nella zona dell'attuale mwcqThailandia del Sud. Le scarse notizie che ne attestano l'esistenza, su cui si sono basate ipotesi contrastanti sugli avvenimenti storici che lo riguardano, derivano principalmente da alcune mwcgiscrizioni rinvenute nella penisola, dalle cronache mwcwpali dell'mwdaImpero Khmer e dai resoconti di ambasciate inviate dai regnanti di Tambralinga agli imperatori della mwdqdinastia Song, che governarono la Cina tra il 960 e il 1279.cite-ref-t-mbrali-ga-1-0[1]

Secondo alcune fonti, la sua capitale fu fondata nel V secolo ed è citata nel mwewCanone pāli del mwfabuddhismo theravada come uno degli antichi porti più ricchi dell'mwfqEstremo Oriente. Fu proprio con l'avvento di questa religione che all'inizio del XIII secolo Tambralinga fu ribattezzata mwfgNakhon Si Thammarat.cite-ref-unesco-2-0[2]

Contents

Storia
Note

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Territorio

Una delle poche notizie su cui gli studiosi sembrano concordare è che Tambralinga abbia potuto estendersi verso sud fino al Regno di mwhgLangkasuka, il cui dominio era nella zona dell'odierna mwhwPattani, e verso nord probabilmente oltre l'importante porto di Chaiya, le cui rovine si trovano in prossimità di mwiqSurat Thani. Si trovava ai confini tra la confederazione mwigDvaravati, poi assorbita dall'mwiwImpero Khmer, e l'Impero mwjaSrivijaya. I reperti archeologici trovati nella zona costiera tra mwjqSurat Thani e mwjgSongkhla sembrano confermare l'influenza culturale che queste civiltà ebbero su Tambralinga.cite-ref-t-mbrali-ga-1-1[1]

Si presume che la capitale possa essere stata mwlaLigor, l'odierna mwlqNakhon Si Thammarat,cite-ref-t-mbrali-ga-1-2[1] anche se va considerata l'importanza che ebbero altri porti della zona come l'antica Satingpra, i cui resti si trovano sulla costa pochi chilometri a nord di mwmgSongkhla.cite-ref-jacq411-3-0[3]

Il porto di Chaiya, che fu sotto il controllo di Tambralinga, ebbe particolare importanza nell'antichità come grande centro di traffici commerciali lungo la mwoavia marittima della seta, nonché per essere stata una delle città più importanti della mwoqpenisola malese ai tempi dell'Impero mwogSrivijaya (VII secolo-XIII secolo).cite-ref-4[4] Per evitare la lunga e pericolosa circumnavigazione della mwpwpenisola malese, le merci in viaggio via nave tra la Cina e l'Occidente venivano scaricate e trasportate via terra attraverso l'mwqaistmo di Kra e Chaiya era il porto orientale in cui attraccavano le navi dirette in Cina.cite-ref-suzuki-5-0[5]

Storia

Prime notizie sul regno; influenze Mon, Khmer e Malay

La zona attorno a Nakhon Si Thammarat fu esposta a partire dal V secolo all'mwsainfluenza della cultura indiana, come confermano gli oltre 90 siti archeologici rinvenuti in tale area che presentano manufatti mwsqbrahminici, tra cui elaborati templi costruiti su alture. L'mwsginduismo si diffuse nella penisola malese a partire dal IV secolo, mentre il buddhismo vi giunse nei secoli successivi.cite-ref-6[6] Tra i principali diffusori del buddhismo vi furono i mwtwMon della confederazione mwuaDvaravati e di mwuqThaton, insediati nelle basse valli del mwugChao Phraya e dell'mwuwIrrawaddy, che si spinsero a sud lungo la penisola malese, come confermano vocaboli Mon presenti in alcuni dialetti parlati nella regione.cite-ref-t-mbrali-ga-1-3[1]

Il più antico riferimento a Tambralinga è quello dell'iscrizione sulla stele scolpita probabilmente a Chaiya, nota come stele di Ligor e datata mwwq775 a.C., nella quale risulta evidente l'influenza che ebbero sul regno gli Stati mwwgMalay di mwwwSrivijaya di mwxaSumatra e della dinastia mwxqSailendra di mwxgGiava, nei quali si professava il mwxwbuddhismo Mahāyāna, che soppiantarono l'egemonia esercitata sulla penisola malese in tempi più remoti dal Regno di mwyaFunan, considerato il precursore dell'antica civiltà Khmer.cite-ref-t-mbrali-ga-1-4[1]cite-ref-7[7]

Primo periodo di indipendenza

Altre notizie su Tambralinga sono state dedotte dalle cronache mwawpali di fine millennio dell'mwbaImpero Khmer, secondo le quali il re Sujita di Ligor intervenne nella guerra tra i regni Mon mwbqDvaravati di mwbgLavo e mwbwHariphunchai, cercando di estendere a nord i propri confini. Tra le discutibili ipotesi derivanti da queste notizie vi è quella che figlio di Sujita fosse mwcaSuryavarman I, fondatore di una nuova dinastia Khmer all'inizio dell'XI secolo e responsabile dell'introduzione ad mwcqAngkor del buddhismo mahayana. Sembra comunque assodato che Sujita avesse preso l'iniziativa autonomamente e che Tambralinga si fosse in precedenza resa indipendente da Srivijaya, come confermerebbe la mwcgmwcwStoria dei Song, opera riguardante la mwdadinastia che governò la Cina in quel periodo, secondo cui alla corte dell'imperatore mwdqSong Zhenzong giunse nel mwdg1001 un'ambasciata di Tan Liu Mei, che molti storici hanno identificato in Tambralinga. Gli stessi testi mettono in evidenza i traffici commerciali del mwdw971 tra i due Paesi. Tra i maggiori prodotti esportati in Cina vi furono mweaincensi ed essenze di alta qualità, tra cui il mweqlegno di sandalo.cite-ref-t-mbrali-ga-1-5[1]

Nuova sottomissione a Khmer e Malay

Secondo quanto suggerito dallo mwgastorico francese mwgqGeorge Coedès, Srivijaya negli anni successivi riprese l'egemonia sulla penisola malese e nel 1025 dovette subire la devastante invasione da parte delle truppe della dinastia mwggTamil dei mwgwChola.cite-ref-8[8] Oltre a perdere il controllo delle rotte marittime, Srivijaya perse anche il controllo di Tambralinga che passò ai Khmer di mwiaSuryavarman I, alleatosi ai Chola. L'invasione dei Chola è testimoniata dall'iscrizione del 1030 sulla stele di mwiqTanjore, la capitale dei Chola, in cui sono elencati i porti attaccati dai Tamil, comprendenti Tambralinga.cite-ref-t-mbrali-ga-1-6[1] Le truppe di occupazione dei Khmer furono in seguito richiamate ad oriente per affrontare la minaccia portata dal Regno Champa.cite-ref-power-9-0[9]

Le scarse fonti cinesi sul periodo successivo sembrano prospettare che Tambralinga fosse rimasta per almeno 40 anni sotto la sfera d'influenza Khmer e dei Chola. La nuova ambasciata inviata alla corte cinese nel 1070 fa pensare che avesse riconquistato l'indipendenza, approfittando delle ribellioni che avevano scosso l'Impero Khmer negli anni precedenti. Le scarse fonti relative al XII secolo sembrano comunque indicare che in quel periodo i Khmer e Srivijaya si siano alternati nell'imporre la propria mwkwmwlasuzeraineté sul regno.cite-ref-t-mbrali-ga-1-7[1] Secondo le cronache mwmqpali di mwmgSri Lanka, è possibile che attorno alla metà di quello stesso secolo un regno di quell'isola riscuotesse tributi da Tambralinga, la quale, secondo la stessa fonte, era diventata un importante centro di studi buddhisti. Un'ulteriore ipotesi, dedotta dalle antiche cronache di Nakhon Si Thammarat, è che nel periodo successivo il Birmano mwmwregno di Pagan, in notevole espansione in quegli anni, avesse a sua volta imposto il versamento di tributi a Timbralinga.cite-ref-10[10]

Nuova indipendenza e periodo di massimo splendore

Sotto il nome mwsaDanmaling, Tambralinga viene menzionata in quattro diversi testi cinesi del XIII e XIV secolo. Il primo, del 1225, la indica come subordinata di Sanfoqi, che molti studiosi identificano in Srivijaya, e ne identifica il territorio a nord di mwsqLangkasuka e Foluoan, l'odierna mwsgPhatthalung, a loro volta tributarie di Srivijaya. Il secondo risale agli mwswanni settanta del XII secolo e riporta che l'ultimo tributo di Sanfoqi alla dinastia Song fu nel 1178, mentre Danmaling inviò un proprio tributo nel 1196. Questa circostanza suggerisce che in quegli anni Tambralinga si fosse nuovamente resa indipendente.cite-ref-helsinki-11-0[11]

Un'iscrizione del 1230 trovata a Nakhon Si Thammarat celebra re Candrabhanu di Tambralinga, il quale, secondo fonti mwvgsingalesi, guidò il regno nel periodo del suo massimo splendore arrivando ad attaccare per due volte Sri Lanka con il pretesto di appropriarsi di sacre reliquie del mwvwBuddha. Nel 1247 fu sconfitto dal sovrano locale e costretto a rifugiarsi nel nord dell'isola, dove usurpò il trono del piccolo mwwaRegno Jaffna. Nel 1258 fu sconfitto e costretto al vassallaggio dalle truppe della dinastia mwwqTamil dei mwwgPandya di mwwwMadurai, che a loro volta avevano invaso l'isola. Radunato un nuovo esercito con l'immissione di forze locali, rinnovò l'attacco al sud nel 1262 e fu nuovamente sconfitto dai Pandya, morendo in battaglia e lasciando il regno di Jaffna nelle mani del figlio. La dinastia di Tambralinga in Sri Lanka ebbe fine con la sconfitta dei Pandya da parte dell'islamico mwxaSultanato di Delhi nella prima metà del XIV secolo.cite-ref-12[12]

Questi resoconti attestano la potenza raggiunta da Tambralinga, unico regno del Sud-est asiatico ad aver mai messo in atto un'invasione di un Paese al di fuori della regione. Fu inoltre l'unico regno della penisola malese ad aver raggiunto traguardi internazionali di rilievo, che in precedenza solo grandi Stati come Srivijaya, i regni Giavanesi e i Khmer avevano raggiunto.cite-ref-helsinki-11-1[11] Il ruolo primario di Tambralinga nella regione è confermato anche dai reperti archeologici risalenti al XII e XIII secolo ritrovati nei suoi territori, di quantità e qualità superiori a quelle di analoghi reperti venuti alla luce in altre zone della penisola,cite-ref-jacq411-3-1[3] nonché dal terzo testo cinese che descrive mw0gDanmaling, nel 1304, come uno degli Stati dominanti del Sud-est asiatico, i cui territori occupavano l'intera penisola malese.cite-ref-helsinki-11-2[11]

Declino e sottomissione ai siamesi

Nel XIII secolo ebbe particolare diffusione nel Sud-est asiatico il mw2qbuddhismo theravada, introdotto alcuni secoli prima nella regione dai Mon di Dvaravati. La conversione dal buddhismo mahayana a quello theravada dei regnanti di Tambralinga ebbe luogo probabilmente ad inizio secolo, come dimostra l'invasione da parte di Candrabhanu in Sri Lanka, dove era praticato da diversi secoli.cite-ref-t-mbrali-ga-1-8[1] Secondo alcune fonti, nel periodo in cui questa fede fu adottata a Tambralinga come mw3greligione di Stato, un'epidemia spopolò la capitale che fu ricostruita dal re Sri Dhammasokaraja e ribattezzata mw3wNakhon Si Thammarat, diventando quindi la capitale del regno omonimo.cite-ref-unesco-2-2[2] Il nuovo nome della capitale e del regno deriva dal termine mw5qpāli (lingua tuttora usata nella liturgia del buddhismo theravada) mw5gNagara Sri Dhammaraja, letteralmente "città del dhammaraja", appellativo con cui fu conosciuto il sovrano buddhista dell'antico mw6aImpero Maurya mw6qAshoka il Grande.cite-ref-unesco-2-3[2]

Nella seconda metà del mw7wXIII secolo, il nuovo Stato cadde sotto l'influenza dell'emergente mw8aRegno di Sukhothai, il primo Stato formato dai mw8qThai, che a sua volta aveva adottato il buddhismo theravada e che arrivò a sottomettere buona parte della penisola malese.cite-ref-13[13] Il quarto testo cinese su mw9gDanmaling è del 1351 e conferma il declino del regno, messo sotto pressione a nord dai Siamesi e a sud dal Regno Melayu di Sumatra, che con l'aiuto dei Giavanesi aveva sopravanzato Srivijaya e stava risalendo la penisola malese. Nel 1365, i Giavanesi dell'emergente Regno mw9wMajapahit riconobbero la mw-asuzeraineté dei siamesi sul Regno di Nakhon Si Thammarat.cite-ref-helsinki-11-3[11]

Note

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Bibliografia

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• mwaa4(EN) Wannasān Nunsuk, Tambralinga and Nakhon Si Thammarat: Early Kingdoms on the Isthmus of Southeast Asia, Nakhon Si Thammarat Rajabhat University, 2013, ISBN 9748244296.
• mwaba(EN) Wannasān Nunsuk, Archaeology and Cultural Geography of Tambralinga in Peninsular Siam, 2012.

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Collegamenti esterni

• mwabk(EN) Fukami Sumio, The Rise of Tambralinga and the Southeast Asian Commercial - Boom in the Thirteenth Century (PDF), su helsinki.fi, 2006. URL consultato il 5 luglio 2017.